Lo stupore della notte



Piergiorgio Pulixi
Lo stupore della notte
Rizzoli
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Nessuno di noi è davvero innocente.
Un giorno fui coinvolto in un’accesa discussione con il poco invidiabile ruolo di arbitro. Eravamo chiusi in un ufficio ma i due contendenti urlavano come se dovessero provocare valanghe ad Aspen in Colorado, sfoggiavano con rabbia e cattiveria ogni bassezza verbale disponibile e, prima che si affrontassero in un irregolare incontro di boxe, decisi di intervenire non per dirimere la questione ma per evitare un mal di testa con i controfiocchi o di prendermi qualche colpo mentre mi toccava fare da tramezzo divisorio.
Non ho la saggezza del Re Salomone, non sono di quelli che hanno la soluzione pronta, così – per farli smettere – mi limitai a dire che poco importava chi fosse stato il primo a sbagliare perché entrambi avevano torto.
Incredibile ma vero, la smisero di darsi addosso e iniziarono a capire che le mancanze di entrambi li stavano penalizzando e fu così che i due iniziarono a collaborare per ottenere un reciproco vantaggio.
Nessuno di noi è davvero innocente. Anche se non in maniera diretta e istantanea siamo tutti colpevoli e, se pensiamo che ci sono più orrori in cielo e in terra di quanti possa riportarne la cronaca, prima di scagliare condanne definitive e pretendere punizioni esemplari dovremmo riflettere sulla gravità delle nostre colpe.
Per dirvela alla maniera cristiana, nessuno in tasca ha la prima pietra da scagliare e chi lo sostiene mente.
Non sono Amleto e non è storpiando Shakespeare che posso ridurre tutta l’umanità a un fascio di assassini ma sappiate che anche la semplice indifferenza rende complici.
Ripeto, non ho la saggezza del Re Salomone e dopo queste riflessioni da cinque lire del vecchio conio passo a recensire Lo stupore della notte di Piergiorgio Pulixi, edito da Rizzoli.
Mi preme subito dire che il romanzo tratta il terrorismo di matrice islamica, un argomento che suscita numerose reazioni più o meno violente ma che l’autore riesce ad approfondire oltre i facili pregiudizi o la rabbia popolar populista delle piazze inferocite.
Come sempre, alla base dei suoi lavori c’è una preparazione e un approfondimento dei temi trattati che pone le sue opere tra la letteratura e il giornalismo d’inchiesta, quel territorio in cui l’arte non è fine a sé stessa, non serve solo alle classifiche e alle vendite, ma pone l’attenzione sui problemi della nostra società.
La protagonista è il Commissario Rosa Lopez. Con uno stato di servizio impeccabile, è stata nell’esercito in due missioni nei Balcani e nella Polizia si è fatta le ossa in Calabria dando la caccia ai capi della ‘ndrangheta. Il lettore la conosce quando è a Milano a capo dell’unità speciale per contrastare il terrorismo islamico. Si tratta di una “sbirra” tutta di un pezzo, allevata dalla vecchia guardia, che poco o nulla concede alla propria femminilità al di fuori degli appuntamenti con Giulio Reale, stimato chirurgo milanese.
Grazie a Piergiorgio Pulixi, Rosa Lopez non è solo il personaggio principale di un buon romanzo ma è – allo stesso tempo – l’esempio dei sacrifici e i compromessi che i funzionari delle forze dell’ordine devono affrontare per garantire la nostra sicurezza.
Milano è ritratta a 360°, dalle periferie al centro passando per i luoghi oscuri come il Lovers Hotel o gli ultimi lussuosi piani da cui si può ammirare la città e provare di persona tutto lo stupore della notte. Un titolo che non si può ridurre a un unico genere, nella filigrana del testo sono amalgamati il noir, il crime, il poliziesco e l’azione indispensabile per narrare una spietata caccia al Maestro – un criminale misterioso e carismatico – a capo di alcuni terroristi che danno vita a un piano di morte nell’unica nazione mai colpita da attentati.
Siamo tutti colpevoli e Lo stupore della notte potrebbe non essere soltanto una suggestione o una meravigliosa prova letteraria.

Mirko Giacchetti

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