Omicidio a Mizumoto Park -Tetsuya Honda



Tetsuya Honda
Omicidio a Mizumoto Park -Tetsuya Honda
Piemme
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Con questo giallo nipponico di Tetsuya Honda facciamo un salto a Tokyo e vediamo come funziona la polizia laggiù. La protagonista del romanzo è Reiko Himekawa, che è un po’ osteggiata dal bullismo dei suoi superiori perché è una donna e, soprattutto, perché a soli ventisette anni era stata nominata ispettrice di polizia. Fin qui sembrerebbe niente di nuovo sotto il sole. Ma i poliziotti a Tokyo non girano con le auto costose dei loro colleghi europei e americani, bensì vanno in metro, in treno e poi fanno le indagini a piedi. Insomma un bel cambiamento di paradigma questo: niente sgommate, sirene e parcheggi comodi ovunque.

Reiko, oltre al bullismo, deve sopportare una famiglia che non vede l’ora che si sposi, perché a ventinove anni si deve smettere di giocare a guardia e ladri. La zia le organizza degli appuntamenti al buio con pretendenti improbabili che sceglie lei stessa. La madre, invece, la chiama al cellulare più volte al giorno, tanto che Reiko ormai si è abituata a non rispondere più alle chiamate. Anche perché deve risolvere un caso molto intricato: un cadavere mutilato è stato ritrovato, avvolto in un telo di plastica, in un laghetto del parco Mizumoto, dove sono soliti riunirsi i pescatori.

Quando viene ritrovato un secondo cadavere nelle stesse condizioni, Reiko intuisce che gli omicidi siano opera di un serial killer. Bisogna aggiungere che Reiko fatica molto a indagare in estate, perché proprio in una calda serata estiva, molti anni prima, le è capitato un fatto terribile, che lei stessa racconterà al lettore a metà libro. 

Gli stereotipi ci consegnano i giapponesi come persone molto riservate e poco inclini a fare amicizia. Invece in questo romanzo l’autore ci fa scoprire i caratteri di alcuni colleghi di Reiko, specialmente quelli della sua squadra Otsuka, Yoka e Kitami. 

Quando le vittime del serial killer diventano nove, Reiko non perde mai la sicurezza di riuscire a trovare il colpevole o i colpevoli. E la motivazione di questi omicidi seriali è effettivamente vicina alla cultura giapponese, come si scoprirà dopo colpi di scena e morti fra i poliziotti. 

Tetsuya Honda ha creato un bel personaggio a cui ci si affeziona subito, e mi auguro di leggere altri suoi romanzi con la stessa ambientazione e adrenalina.

Raffaella Bianchi

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