Il paradosso del poliziotto



Gianrico Carofiglio
Il paradosso del poliziotto
Nottetempo
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“La tendenza a formulare giudizi morali offusca l’intuito investigativo e la comprensione del crimine. E a volte maschera aspetti inconfessabili della personalità di chi li formula”.

Intenso dialogo tra  un uomo giovane, scrittore, che ha appuntamento in un bar con un uomo anziano, poliziotto, per farsi spiegare alcuni particolari sulla tecnica dell’interrogatorio.
Un poliziotto anomalo, studente di filosofia,  aveva partecipato a uno dei primi concorsi per diventare ispettore perché gli era sembrata la promessa di una vita avventurosa. La scelta non era stata apprezzata dai genitori, militanti PCI, ma l’impegno di conseguire comunque una laurea era stato onorato, seppure dopo parecchio tempo.
Che le confessioni non si estorcono con la violenza e la sopraffazione fortunatamente lo aveva capito subito, il rispetto è il punto di partenza, altri ingredienti spirito di osservazione, capacità di dubitare e senso dell’umorismo. E, naturalmente, una buona dose di empatia perché chi sta dall’altra parte è pur sempre un essere umano. A volte bastano poche pagine di parole ben utilizzate per trasmettere un messaggio importante.
Gettonatissimo dal pubblico femminile per arricchirlo con l’autografo dell’autore alla Fiera del Libro di Torino.

Ambretta Sampietro

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