Il pregio della coscienza – Massimo Cacciapuoti



Massimo Cacciapuoti
Il pregio della coscienza
Time Crime
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Ripresasi dal grave incidente, Isabella ha deciso di lasciare Antonio Monaco da solo a Torino con Valeria, la loro figlia undicenne per andarsene in Inghilterra e fare un master di sei mesi e il quarantenne capitano dei carabinieri Antonio Monaco accetta così il trasferimento a Giugliano, in Campania,  suo paese natale (a circa 15 km  da Napoli). L’allontanamento della moglie marca una frattura tra loro. Monaco è sempre stato un ottimo poliziotto, forse troppo coinvolto nel suo lavoro e la partenza di Isabella, unita all’incertezza sulla tenuta del loro matrimonio, gli impone di riflettere. Il suo unico punto di riferimento ora è Valeria, ragazzina solare che cerca lui di gestire al meglio, naturalmente facendo degli errori e affogando nei sensi di colpa.  Figlio unico, da anni ha perso i contatti con i vecchi concittadini,  ma se ora deve tornare, la cosa migliore sarà provare subito e reinserirsi.  Intanto la  licenza di quattro giorni che si è preso per fare un sopralluogo in coincidenza  con la domenica  della festa e della processione della Madonna della pace, gli consentirà di riavvicinarsi a Giugliano. Una Giugliano, sia per il terremoto che per gli anni trascorsi lontano, diventata, ohimè, quasi irriconoscibile rispetto al  paese che ricordava. In un modo o nell’altro però , dovendo tornare, deve scrollarsi di dosso la nostalgia e fare fronte alla situazione. Insomma, riuscire a organizzarsi, a  riprendere in mano le fila  del passato e  cominciare subito, per prima cosa riappropriandosi della vecchia casa dei suoi genitori, a Palazzo Sicilia nel centro storico. Casa che va pulita a fondo e ritinteggiata . Casa nella quale ha deciso di andare a vivere  con Valeria  sua figlia che deve anche iscrivere a scuola. Per Valeria sarà il primo anno delle medie. Le piacerà, si ambienterà, si troverà bene?   Per loro comunque  sarà l’inizio di una nuova vita. E non basta, nuovo incarico ufficiale per il nostro capitano dei carabinieri  e nuovi collaboratori. Primo tra tutti l’insostituibile brigadiere Cacciapuoti, ottimo alter ego e collega di lavoro (e qui l’autore si è divertito come un matto, suppongo, a regalare al brigadiere il suo cognome e mi ha anche rimandato con la memoria all’indimenticabile Cacciapuoti spalla del televisivo Maresciallo Rocca). Il brigadiere Cacciapuoti, “fisico asciutto e acume da tigre del bengala”, a detta dell’autore, è nato e cresciuto a Giugliano, per cui sa tutto di tutti, è anche  diventato subito dopo il trasferimento –  con la  famiglia : la moglie Carmela e le due figlie di undici e tredici anni – il  saldo  pilastro in loco per la nuova  vita di Antonio e Valeria Monaco. Ma, dopo poco più di tre mesi di traballante ambientazione e orientamento,  una bella mattina, prima della sette, la telefonata di Cacciapuoti fa saltare  il capitano Monaco dal letto. Don Ciccio, famoso salumiere di Giugliano  è stato assassinato nelle storica  bottega che da generazioni appartiene alla sua famiglia. L’omicidio sciocca il paese, accompagnato da un incontenibile e sgradevole ventata di pettegolezzi e dicerie. La faccenda, già complicata, prende presto i connotati di un torbido delitto passionale appoggiato su  storie di probabili corna e di perversioni che porrà i carabinieri  a confronto con  una lunga e difficile  indagine. Un’ indagine spinosa anche perché un certo tipo d’orgoglio ferito e di viscida omertà regnano sovrani nella cittadina. Indagine  che li costringerà  a scavare nelle tante  miserie  delle vite altrui. Saltano fuori infatti  i peggiori e amari dettagli della vita di alcuni personaggi. Ma quando finalmente  il caso sembra aver imboccato la strada per raggiungere una soluzione, come in un drammatico gioco dell’oca, un secondo  delitto riporta di botto  Monaco e Cacciapuoti daccapo, a ricominciare a  sbrogliare i pericolosi segreti  di  guazzabuglio di sporche relazioni e affari indebiti. Insomma, Monaco, per risolvere il caso, dovrà sondare i peggiori segreti dell’animo umano, e con Cacciapuoti riuscire a scoprire il perché del feroce e vendicativo  concatenarsi di amori, infedeltà, ripicche e odio. Massimo Cacciapuoti dice che Il pregio della coscienza è il suo primo giallo ma francamente direi: bravo, continua su questa strada. Mi vanno bene i suoi efferati crimini ma  senza inutili esasperazioni e la sua storia, permeata  di  un misurato tocco di umanità, che a mio vedere gli regala una marcia in più. 

Massimo Cacciapuoti  è nato a Giugliano in Campania (NA) dove vive e lavora. È autore dei romanzi Pater familias, diventato un film con la regia di Francesco Patierno, L’ubbidienza, L’abito da sposa, Esco presto la mattina, Non molto lontano da qui, Noi due oltre le nuvole, La notte dei ragazzi cattivi e Vorrei che fosse già domani, Garzanti, scritto con Miriam Candurro.

Patrizia Debicke

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