Il visitatore notturno – Jeffery Deaver



Jeffery Deaver
Il visitatore notturno
Rizzoli
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Con Il visitatore notturno torna Lincoln Rhyme, il detective paraplegico portato sugli schermi da Denzel Washington ne Il collezionista di ossa. Anche in questo romanzo della serie il criminologo è affiancato dalla moglie Amelia Sachs e dal tenente Lon Sellitto, alla ricerca di uno strano criminale, il Fabbro, in grado di scassinare qualunque lucchetto e serratura per penetrare nell’intimità di giovani donne amanti dei social. Il criminale le guarda mentre dormono, si muove a suo agio per le stanze della loro casa, sottrae loro alcuni oggetti e indumenti, sposta soprammobili e infine si fa uno spuntino. Temendo un’escalation sanguinosa di queste visite notturne, la polizia e Rhyme si mettono sulle sue tracce, utilizzando alcuni indizi che il Fabbro lascia appositamente per gli investigatori. Come sempre nei romanzi di Deaver, il ritmo sale in un climax adrenalinico, conducendo a una serie di spiazzanti e imprevedibili colpi di scena che si susseguiranno sino alle ultime righe del thriller.

 I temi scelti questa volta dall’autore sono intriganti e quanto mai attuali: il voyeurismo, la curiosità di guardare nella vita degli altri che i social  consentono e favoriscono; il narcisismo, il bisogno di essere ‘visti’, che per molte persone deve essere soddisfatto in ogni modo, anche a scapito della propria privacy e della personale intimità. Il contrappasso, nel romanzo, è dato dall’abbandono della casa che ogni vittima mette in atto dopo aver subito la vergogna di uno sconosciuto che fruga nella loro vita, nei loro abiti, nei loro oggetti personali.

 Ma Deaver non si limita a rimarcare la pericolosità dei social nell’esporci agli sguardi di tutti, sottolinea anche la potenza di questi strumenti nel manipolare le informazioni e quindi le persone. La figura del misterioso Verum, che nel romanzo diffonde demenziali teorie di complotti, inventandosi un Deep State, uno stato nello stato che inganna i cittadini ingenuamente fiduciosi nelle istituzioni, è una metafora di quello a cui stiamo assistendo in questi mesi, inondati da un diluvio di fake news, alcune evidentemente assurde, altre astutamente manipolate, a cui sono in molti a credere, contribuendo a diffondere sfiducia negli organi di governo, ma soprattutto negli strumenti della democrazia. Deaver sapientemente evidenzia proprio la parte oscura degli attuali mezzi di comunicazione, in cui spesso si è contemporaneamente vittima e carnefice. 

D’altronde, la ricchezza futura, suggerisce l’autore, è ormai nelle informazioni, tocca a noi saperle gestire, ricordando che un qualsiasi Fabbro può entrare di soppiatto nelle nostre vite.

Donatella Brusati

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