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Roma questura: da due ore più o meno bloccato della polizia e ora seduto davanti al vice questore Angela Blasi, Marcello Tombolini, il testimone che di prima mattina ha scoperto il cadavere di una donna in una siepe del parco di Villa Ada  della Rai, sta ripetendo la sua deposizione. L’uomo, sessantotto anni, fiscalista, residente in via Salaria a pochi metri da uno degli ingressi della villa, spiega,  stancamente e per l’ennesima volta, che, dopo essersi svegliato alle 6:45 e, dopo aver fatto colazione si è infilato la tuta, come ogni giorno quando non piove, ha portato Baldo il suo cane, un Golden retriever, a fare una passeggiata nel Parco poco lontano dalla sua abitazione. Dopo essere entrato dalla porta con i cavalli prima di andare verso lo spiazzo delle giostrine, suo percorso abituale per la passeggiata mattutina, ha lasciato sciolto Baldo… perché, anche se non sarebbe permesso, a quell’ora non c’è mai anima viva in giro. Circa venti minuto dopo però Baldo, arrivato  all’altezza del cespuglio, che ogni giorno benedice di pipì, si è invece infilato nel fitto, è scomparso e ha cominciato a ringhiare. Aveva scoperto il corpo straziato di una donna e secondo l’ora dell’orologio del suo padrone prima di chiamare il 112, erano esattamente le 7:56. La morta indossava indumenti sportivi, con ai piedi scarpe Nike da Jogging. Quasi sicuramente incensurata, quindi l’ipotesi di un regolamento di conti in un giro di malavita – più rassicurante  dal punto di vista mediatico – non quadra. E invece: la biancheria intima è stata strappata. Un’aggressione sessuale? Da dimostrare ma.. . Sul cadavere poi niente  borsetta, cellulare, orologio o gioielli. Quindi o l’assassino era anche un rapinatore o si tratta di un depistaggio. Le indagini della squadra mobile della polizia sono state affidate a Angela Blasi, tosta quarantanovenne vice questore di punta della sezione omicidi, promossa a funzionario superiore dopo la brutta storia del Canaro della Magliana, che oggi sembra a milioni di anni luce, ma serve lo stesso a tenere la mente lucida e tentare di evitare sbagli. E questa  nuova inchiesta, che si rivelerà complessa e ingannevole, la porrà davanti a una possibile multiforme  realtà. Ma con la stampa e i superiori che incalzano, ci vogliono risultati e alla svelta. Ragion per cui tutta la squadra omicidi di Roma al completo, benché non possa ignorare di intervenire su altri diversi e  pericolosi fronti cittadini, è costretta a impegnarsi nella caccia per scovare l’assassino. La vittima, secondo il Medico Legale, dottor Francesco Assumma, potrebbe essere  tra i 35 e i 45 anni ma ha il volto sfigurato dalle botte, tanto da risultare irriconoscibile. Sul corpo nessuna evidente  ferita  da arma da fuoco o da taglio e dunque strangolata e comunque ammazzata a mani nude? Possibile.Il cranio sembra intatto per cui no certo a bastonate o servendosi di una pietra.                                                                                                       
Una denuncia di uno degli autori RAI della redazione di Storie di oggi, noto programma TV trasmesso dopo Uno mattina,  insospettito dal fatto di non aver visto arrivare sul set per la trasmissione  la collega – precaria assunta con contratto a tempo determinato e pertanto sempre precisissima – farà scoprire  che la donna uccisa è Sabrina Cantu, quarantatré anni, di origine sarda. Salterà fuori che la Cantu aveva avuto una relazione con un collega in RAI, che girava con una vistosa Harley Davidison, Mario Cicala. Ma anche se l’uomo, sentito in questura, dichiara un alibi compatibile con l’ora della morte, i dubbi su di lui permangono. Tanto per cominciare il suo alibi sarebbe di avere una relazione gay con un famoso conduttore televisivo che naturalmente non vorrebbe essere coinvolto. Insomma un caso di quelli da prendere con le molle per Angela Blasi, incalzata a ogni piè sospinto, da tutti, dal capo della mobile Gianni Pasquali, dall’opinione pubblica e soprattutto dalla stampa, pronta a calare  come un falco sulle indagini, con Marco Scalisi, scalcinato ma sempre geniale cronista della Repubblica in prima linea. Lui che sa annusare  a distanza le notizie e la puzza di bruciato, sfrutterà  la sua complice alleanza ormai collaudata con Gianni Pasquali che, dopo la battaglia persa contro la calvizie, ha cominciato a nascondere la pelata sotto un parrucchino. Ma quello di Sabrina Cantu sarà solo il primo di una serie di omicidi a sfondo sessuale, di quello che sembra portare le stigmate di un crudele e forse vendicativo serial killer. Atroci delitti che finiscono con scatenare il panico nella capitale.  All’inizio, apparentemente la pista seguita dalla mobile sembra  portare in un’unica facile direzione ma, dopo il fermo dell’accusato, le carte si ingarbugliano perché l’omicida uccide di nuovo e sempre allo stesso modo o almeno pare. Per la nostra vice questore, un’imprevedibile e ardua sfida tutta in salita nella Città Eterna.  Ma con l’aiuto  di Tommaso Elleni – allora commissario e superiore di Angela all’epoca del Canaro della Magliana, oggi questore a Perugia ma che si sente ancora ragazzo e vorrebbe rivivere le indagini in diretta – spunta fuori una seconda pista che tocca plausibili realtà nelle alte sfere sociali. Angela Blasi deve andare avanti e affrontare una pericolosa inchiesta che la porterà a riaprire i fascicoli di alcuni casi avvenuti in passato, anche se in apparenza senza collegamenti tra loro. E se per un quid l’impossibile diventasse possibile? Ma è costretta a muoversi in sordina e con i piedi di piombo, non può rischiare di sbagliare ancora.  Bisogna scovare a ogni costo la mente assassina e fermarla.        

Patrizia Debicke

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