Le donne della Principal



Lluìs Llach
Le donne della Principal
Marsilio
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La Principal è da sempre il simbolo di ricchezza e fastosità nel paese di Pous, troppo lontano dalle grandi città e difeso dalle distese erbose e dalle montagne che lo circondano. La Principal è da molti anni un caposaldo della cultura di Pous, nonché fonte di reddito per molti dei paesani e dei braccianti che abitano nei paesi limitrofi. La famiglia Roderich possiede il dominio totale del territorio che circonda la Principal, grazie al quale produce un ottimo vino, uno dei migliori d’Europa. Gli affari vanno a gonfie vele anche e soprattutto per merito del capofamiglia: Andreu Roderich, uomo di raffinatissima e particolare astuzia, che ha adoperato nel migliore dei modi la sua intelligenza creando un vero e proprio impero da un territorio ancora poco considerato nella contea.
La nostra storia inizia molto lontano, ha radici antichissime quanto lo sono quelle della gigantesca villa Principal. Per conoscere tutti i dettagli, i sentimenti che hanno nutrito e generato la storia di questa famiglia, bisogna risalire ai tempi di Andreu, raffinato imprenditore e uomo dal coraggio innaturale. Andreu, rimasto vedovo dopo la nascita della sua unica figlia femmina, deve gestire nel migliore dei modi tutti i suoi possedimenti (oltre alla Principal e alla produzione del vino, infatti, i Roderich sono proprietari di azioni e appartamenti a Barcellona). I suoi cinque figli non devono avere modo di litigare tra loro, alla sua morte, per futili questioni di eredità. Anche e soprattutto perché il vino dei Roderich non può scomparire per banali questioni interne alla famiglia, essendo una vera specialità ed essendo richiesto da committenti provenienti da tutto il continente. È il miglior vino prodotto in Abadia, riesce addirittura a competere coi più famosi vini francesi. Tutti e quattro i figli maschi hanno avuto la possibilità di scegliere la propria strada, intraprendendo studi molto difficili: il padre Andreu ha fatto di tutto per metterli nella condizione di diventare facoltosi professionisti, investendo gran parte dei suoi guadagni per permettere ai figli di autodeterminarsi e generare da soli il loro florido futuro. Robert, il primogenito, ha studiato medicina; Ernest invece ha scelto la facoltà di farmacia; Lluìs ha intrapreso gli studi giuridici per diventare avvocato mentre Joan, l’ultimo, ha scelto la carriera da prelato. Maria, la più piccola, la dolce Maria, essendo l’unica donna ha studiato privatamente: erano gli anni in cui le donne non venivano ancora considerate adatte a competere alla pari con gli uomini. Nel 1893, infatti, essere donna rappresentava ancora un vero e proprio ostacolo alla carriera e alla possibilità di autodeterminazione.
Il futuro della famiglia, del vigneto e della fama a esso legato, però, ben presto si troverà completamente nelle mani della piccola di casa: è a Maria, infatti, che verrà affidata la gestione della Principal. Maria, chiamata la Vecchia da tutti gli abitanti del paese, è curata e accudita dalla balia Ursula, che si prende cura di lei come fosse una figlia. La Vecchia, pur essendo giovanissima non sembra avere intenzione di prender marito, ma fortuite coincidenze e, chissà, probabilmente la volontà contorta del destino la spingono a conoscere l’uomo che diventerà suo marito, e con il quale avrà una bellissima bambina: anch’essa si chiamerà Maria. Maria Magì, soprannominata la Signora, perché alla morte dei genitori, giovanissima, dovrà prendere in mano le redini della Principal e guidare un impero considerevolmente produttivo.
È proprio qui che inizia il mistero: quando Maria Magì ha solo quindici anni, assiste a una scena che le spezza il cuore e la sconvolge. La decisione che prenderà, mossa dalla rabbia e dal disgusto, determinerà una serie di eventi che sfoceranno nell’omicidio del capo fattore Ricard. Il corpo martoriato di Ricard viene rinvenuto all’ingresso della Principal, proprio come se qualcuno l’avesse sistemato lì simbolicamente. Sistemato all’interno di un sacco, il corpo senza vita dell’ex capo fattore è martoriato dalle ferite inferte con un pugnale, i genitali completamente sbrindellati.
L’indagine viene affidata all’ispettore Lluìs Recader, dal commissariato centrale di Rius, il quale non vedeva l’ora di occuparsi, finalmente, di operazioni di questo tipo. Gli anni della guerra, infatti, sono stati scanditi dai rastrellamenti, dalla ricerca dei ribelli e dalle punizioni a essi inferti. L’ispettore, però, non ha scelto la carriera militare per svolgere simili e disgustose azioni: egli, anzi, vorrebbe vivere le stesse avventure, gli stessi brividi che i suoi romanzi preferiti descrivono. L’ispettore avrà l’occasione di cimentarsi nella sua prima vera indagine, cercando le prove che collegano il defunto alla Principal, interrogando tutti i personaggi di questa storia per capire quale mano s’è armata per uccidere il povero Ricard, e per quale motivo.
L’ispettore Recader ha un sospettato principale, sul quale sembrano convergere tutti gli sguardi del paese: il giovane Llorenç, il figlio della cuoca Neus, che sembra nascondere mille segreti, ormai da anni. La soluzione del mistero è così semplice oppure l’ispettore dovrà scavare ancora più a fondo, riportando a galla scheletri che nessuno aveva il coraggio di tirar fuori dall’armadio?
Le donne della Principal di Lluìs Llach, pubblicato da Marsilio, è un ottimo thriller, contorto quanto scorrevole e piacevole da leggere. Oltre al mistero dell’assassinio, in questo libro l’autore affronta un periodo storico complicato, nel quale il bisogno di sicurezza, di certezze, era un desiderio condiviso da tutti. Inoltre, la preponderanza totale delle figure femminili spinge il lettore a riflettere sulle reali capacità del sesso debole (che, ormai, nella nostra società non ha più senso definire così), ripercorrendo una fase storica di cambiamento totale, del rinnovamento degli ideali e delle relazioni sociali che in questi ultimi anni è giunto a compimento.

Federica Bruno

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