L’ora blu



Cotti Nerozzi
L’ora blu
aliberti
Compralo su Compralo su Amazon

L’ora blu è un libro con una doppia anima in cui due penne importanti del panorama noir italiano, Gianfranco Nerozzi e Andrea Cotti, si confrontano con mestiere e bravura in due racconti che possono essere letti come un unico romanzo. Le due vicende narrate, infatti, sono fortemente intrecciate tra loro e raccontano la tragica storia di due fratelli: Giorgio e Carlo Bandini. Un cognome di fantiana memoria anche se dello scrittore di Los Angeles, d’origine abruzzese, c’è ben poco in questo libro. Lo spazio è tutto per il nero, anzi per il blu di quell’ora misteriosa che viene situata alle cinque e cinquanta di mattina durante la quale, in entrambi i racconti, accadono cose terribili.
Più cerebrale, psicologica e introspettiva la storia raccontata da Nerozzi, intitolata “Alla fine della notte“; più classica, da un punto di vista giallistico-investigativo, quella narrata da Cotti e intitolata “Il posto buio“.
Il racconto di Nerozzi parte da un antefatto: la tragica morte bianca di una bambina, Sara. I coniugi Giorgio e Mila Bandini, sconvolti dal dolore della perdita della figlia, cercano di ricostruire il loro matrimonio a pezzi intraprendendo un viaggio purificatore, seguendo le tappe della loro luna di miele in un viaggio notturno in automobile. Sin dalle prime pagine si capisce che questo “viaggio purificatore” non funziona: troppi sono i sensi di colpa, le accuse reciproche, l’odio in cui si è trasformato l’antico amore. Quando ormai la notte sta per cedere il passo al giorno, durante l’ora blu appunto, il viaggio si sposta su un altro binario; la ragione sembra abbandonarli e il tempo si blocca, catapultandoli in una dimensione da incubo, quella del Carbonaio, un personaggio fra fantasia e realtà, spirito malvagio del buio blu, il babau che fa da fil rouge ad entrambi i racconti.Questa apparizione li catapulterà in una spirale di incubi e deliri dalla quale nessuno dei due uscirà illeso.
La storia di Cotti si svolge, invece, nove anni dopo, in un paese dell’Appennino Tosco-Emiliano, protagonista il fratello di Giorgio, Carlo Bandini, uno stimato pediatra che all’alba di una fredda e nevosa domenica massacra a fucilate la madre e la cognata. Quando arrivano gli investigatori l’uomo è calmo ma in casa tutti gli specchi appaiono rotti e gli orologi sono tutti fermi alle ore 5,50.
Suo nipote Marco, inoltre, è sparito nel nulla, e i cani delle unità cinofile di Polizia sembrano terrorizzati e si rifiutano di rimanere in casa. Solo l’intervento del brillante Luca Masi, giovane magistrato della Procura di Bologna, permetterà di far luce sull’inquietante mistero, tra vecchie starione (le tradizionali streghe dell’Appennino) incomprensibili morti di bambini soffocati nella culla, medagliette dagli straordinari poteri curativi e un’epidemia di insonnia tra gli alunni della scuola elementare del paese.
Anche qui ritorna la figura del Carbonaio che colpisce durante l’ora blu e che viene esorcizzato con una filastrocca che alcuni bambini canticchiano durante una recita scolastica “Il Carbonaio non è un mostro/Il Carbonaio è solo un posto/Fa paura la sua voce/Stringi subito la croce/Quando il buio si fa blu/Non gli puoi sfuggire più…”
I due autori, pur con stili narrativi profondamente diversi, sono riusciti nella scommessa di dar vita ad una storia omogenea che prende per mano il lettore e lo conduce nei più profondi meandri della mente umana, dove si nascondono i fantasmi dell’infanzia di ciascuno di noi.
L’ora blu è l’undicesimo volume della collana, Due thriller per due autori, di Aliberti Editore che con una formula azzeccata fa interagire, di volta in volta, due grandi nomi della letteratura italiana contemporanea in un’unica storia da brivido. Della stessa collana sono già stati pubblicati volumi dalle doppie firme altisonanti come Valerio Massimo Manfredi e Franco Mimmi, Valerio Evangelisti e Paolo Ferrucci, Danila Comastri Montanari e Giulio Leoni, Sandrone Dazieri e Daniele G. Genova, Loriano Macchiavelli e Giancarlo Narciso, Valerio Varesi e Raffaele Crovi.
(recensione apparsa su STILOS del 9 gennaio 2007)

paolo roversi per Stilos

Potrebbero interessarti anche...