Patrizia Debicke van der Noot in pillole

Patrizia Vanni Debicke van der Noot è una gentile signora italo lussemburghese originaria di Firenze, bilingue che scrive in italiano e in francese. Ha pubblicato il primo libro nel 2003, Una foto venuta dal passato, uscito anche in versione francese nel 2005. Sono seguiti nel 2004 Ritratti di matrimonio- La saga dei Corgyll, nel 2005 Il dipinto incompiuto (tradotto in tedesco nel 2007), nel 2006 La tigre di Giada, nel 2007 Una seconda vita e L’oro dei Medici, nel 2008 un libro-gioco di cucina Il gioco dei menù. Nell’ottobre 2007 il Ministero della Cultura del Lussemburgo le ha accordato due premi per la pubblicazione, rispettivamente, de L’oro dei Medici e La tigre di Giada.

Quando hai pensato di dedicarti alla scrittura?
Era un po’ un sogno inappagato, forse. Avevo degli appunti che vagavano da anni per i cassetti. Nel 1999 un’ernia del disco mi ha bloccato per mesi. Guardare la televisione non fa per me. Ho letto il leggibile poi… Ho preso in mano il computer e la mia testardaggine mi ha spinto a provare.

E’ stato difficile pubblicare. il primo libro?
Francamente sì. Lo stesso libro: Una foto dal passato e Une photo venue du passé, che ho scritto in versione francese e italiana, in Francia ha trovato con un po’ di fatica un piccolo editore di Grenoble mentre in Italia, per vederlo stampato, ho dovuto pubblicarlo la prima volta in print-on-demand. Poi è stato ripubblicato in una collana normale: I Platani della Lampi di Stampa.

Di che cosa ti occupavi prima di iniziare la tua attività di scrittrice?
Per quasi venti anni ho avuto una piccola azienda industriale che produceva à façon capi di alta moda. Tra i miei clienti: Emilio Pucci, Gucci, Scarabocchio e altri… dal 1984 al 1998 ho lavorato nel settore indagini di mercato e uno dei miei compiti era stendere le relazioni scritte. Questo ha fatto di me uno fra i primi utilizzatori di internet in Italia , credo, e mi ha messo in contatto immediato con i primi motori di ricerca internazionali. Dal 1999… ho provato a scrivere

Il libro (di un altro) che avresti voluto scrivere e il libro (tuo) che NON avresti voluto scrivere
Sono incerta tra il Gattopardo e I Pilastri della Terra… E’ una bella gara no? Il mio libro che non avrei voluto scrivere? La prima versione di Ritratti di matrimonio. Cialtroneggiava presuntuosamente goffo e trascurato. L’ho riscritto di sana pianta. Ora lo giudico leggibile. Una saga, romanzo rosa gradevole per una larga fetta di pubblico femminile.

Sei una scrittrice di genere o scrittrice tout court, perché?
Mah? Ai posteri l’ardua sentenza. Esibizionista eh? Francamente mi piace definirmi uno scrittore di avventura: che sia a connotati gialli, noir, storici, rosa…

Un sempreverde (libro) da tenere sul comodino, una canzone da ascoltare sempre, un film da riguardare…
La certosa di Parma di Stendhal, La vie en rose di Edith Piaf, Il pranzo di Babette di Gabriel Axel

Si può vivere di sola scrittura oggi?
Come no, ma in Italia si contano sulle dita della mano, credo. Così, al momento, mi vengono solo questi nomi: Dacia Maraini, Andrea Camilleri, Giorgio Faletti, Carlo Lucarelli, Federico Moccia, Sveva Casati Modignani. Ho sicuramente dimenticato qualcuno. Chiedo venia e sono contenta per lui.

Favorevole o contrario alle scuole di scrittura creativa? Perchè?
Favorevole, ma nei giusti limiti. Sicuramente può essere un grosso aiuto per indirizzare e inquadrare una buona metodologia di scrittura, ma plot narrativi stuzzicanti e fantasia sono difficili da insegnare.

Cosa pensi in generale della trasposizione cinematografica di un libro: che effetto ti fa? E’ vero che nel passaggio fra la carta e la pellicola si perde qualcosa o no?
Sono due diversi sistemi di concepire un’opera. Il libro può volare, saltare, spaziare. Il cinema è fatto di immagini. Necessita di dimensioni e incastellature, precise dettate da costi e realizzazione. Non so se si perde qualcosa, si cambia sicuramente, ma non è detto che sia sempre in peggio. Parlo anche per esperienza diretta perché ti confesso che in Lussemburgo stanno studiando la trasposizione cinematografica del mio Dipinto incompiuto.

Cosa stai scrivendo ora, che progetti hai per il futuro?

Sto scrivendo ancora uno storico di avventura con una trama intrigante.
Progetti… scrivere, scrivere, scrivere…
Intanto continuerò con le presentazioni dell’Oro dei Medici fino a tutto maggio.
Poi dovrò lavorare al nuovo romanzo in uscita, ancora uno storico thriller di avventura sempre con la Corbaccio. Tornerà Don Giovanni, protagonista del L’oro dei Medici, ma sarà più giovane di nove anni e verrà affiancato da altri personaggi importanti, la pubblicazione è prevista in autunno, prima di fine anno.
… poi farmi un pò di vacanza a casa mia, in Lussemburgo in luglio e agosto.

AMBRETTA SAMPIETRO

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