Verità imperfette – Jeffery Deaver



Jeffery Deaver
Verità imperfette
Rizzoli
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Verità imperfette. Due nuovi casi per Colter Sha

Ritorna il nuovo personaggio di Jeffery Deaver: un largo uso delle percentuali di probabilità, una perfetta conoscenza di come sopravvivere in pressoché ogni situazione, le fedeli mappe – rigorosamente cartacee – che gli consentono di tracciare percorsi alla ricerca di persone scomparse.
Colter Shaw è un tipo che va in giro, che ama fare, con una presenza decisamente fisica. 
Verità imperfette, contiene due racconti : “Scomparsa” e “Il secondo ostaggio”.
Nel primo il cacciatore di ricompense è chiamato a rintracciare Evelyn Fontaine, una giovane pittrice, scomparsa dopo aver partecipato ad un ritiro per artisti, vicino a Chicago.
Doveva rimanere fuori casa solo per il week end ma manca ormai da un mese : dopo aver seguito i canali ufficiali – polizia ed investigatori privati – il marito ha deciso di offrire una ricompensa a chi può fornire notizie. E il nostro uomo non si è fatto attendere! Colter interroga, si muove, domanda, studia e annota tutto sul suo fedele taccuino. Seguirà tracce, conoscerà artisti e la loro arte. Ma la vera arte, in realtà, è proprio la sua nel riuscire a vedere oltre la verità che gli viene raccontata e a combinare, come in un magico caleidoscopio di possibilità, tutto ciò che raccoglie in una nitida immagine. Talmente nitida da portarlo ad inquadrare la verità, perfettamente.
Nel secondo racconto Colter si trova in una posizione abbastanza insolita, per la sua attività.  Giunto in Kansas per ricercare un’adolescente scomparsa vede il proprio lavoro incrociarsi con l’attività degli agenti di Polizia di una Stazione locale, impegnati a contrattare con un folle, chiuso in casa, che ha con sé un ostaggio.
Il Vice Sceriffo Ruskin ha un problema: non ci sono negoziatori con esperienza di ostaggi: l’unico a disposizione è il cacciatore di ricompense, che in quel momento si trova nel suo ufficio per un’altra attività.
E non vogliamo approfittarne? 
Le indicazioni di Colter  rivelano subito la sua preparazione, la sua esperienza, il suo grande senso investigativo che lo porta, anche questa volta, a diffidare della verità come appare o come viene raccontata e ad affidarsi ai suoi calcoli, alla sua scienza, al prezioso decalogo ereditato dal padre.
In entrambi i racconti le sfide poste sono decisamente complesse, ma in linea con la quantità di risorse del personaggio che continuiamo a conoscere attraverso le trame di Deaver.
Lo stile è decisamente diverso, rispetto ai precedenti romanzi. 
Come affermò lo stesso autore nell’incontro con i blogger http://www.milanonera.com/due chiacchiere con jeffery deaver/ i romanzi che hanno protagonista Colter sono più corti, hanno più dialoghi, termini semplici e l’idea di fornire mappe nasce dall’esigenza di dare un supporto visivo che sia diverso dal computer, per offrire qualcosa di alternativo ai lettori, soprattutto quelli più giovani, la cui attenzione è spesso attratta da altre forme di comunicazione.
Sicuramente ne escono racconti che richiedono un minor impegno, in termini di tempo di lettura, ma senza che – per questo – la trama o il personaggio perdano di interesse.
Anzi, questo modo di presentarlo ce lo fa persino sentire un po’ più vicino: un uomo sicuramente  per molti aspetti non comune, ma nemmeno così lontano.

Marinella Giuni

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