Omicidio per principianti – Christian Frascella



Christian Frascella
Omicidio per principianti
Einaudi
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Barriera di Milano è un quartiere della periferia torinese, un quartiere dove la vita non è sempre facile. Ne sa qualcosa l’investigatore privato Contrera, ex poliziotto dal passato e dal presente burrascoso. E quando una bambina di sei anni, compagna di scuola dell’amata nipotina del detective, scompare misteriosamente sfuggendo al controllo del personale scolastico, per Contrera diventa un punto d’onore ritrovare la piccola e per farlo non esiterà a mettere in pericolo anche la propria vita. Le indagini lo condurranno in un sottobosco di violenza e perversione che non avrebbe mai pensato di incontrare…

Ecco un nuovo caso per Contrera, l’antieroe per eccellenza, perché, diciamo la verità, lo sgangherato detective non spicca per simpatia. Egocentrico, poco incline al lavoro, infantile nei suoi rapporti con le donne, morbosamente attaccato alla sorella, padre fallimentare, corruttibile, l’uomo è un vero e proprio concentrato di difetti. Talmente tanti da renderlo alla fine simpatico e divertente, perché si sa che gli eccessi non possono che sfociare nel comico.

Lo stile di Frascella è spigliato, accattivante e la naturalezza dell’esposizione e del linguaggio catturano il lettore. La trama prende direzioni diverse e insospettabili sino alla risoluzione finale che svela tutti i misteri e ricompone il mosaico dandogli consistenza e coerenza.

Lo sfondo in cui si muove l’investigatore è quello di una Torino dark di periferia con mille storie che si intrecciano tra loro, tra esistenze che si incrociano, volti che si credono di conoscere, paure, violenze, drammi personali taciuti. La vita che si è costruita Contrera rispecchia il suo profilo psicologico che si presenta contorto e confuso. Pur rendendosi conto di creare problemi a tutti quelli che lo circondano non riesce a uscire dalla spirale di negatività che lo avvolge e lo caratterizza. La considera una sorta di fatalità a cui non riesce a sfuggire, uno spigolo del carattere impossibile da smussare.

Ambiente, trama e personaggi ricordano sapientemente le atmosfere della narrativa hardboiled ma la parossistica accentuazione dei difetti e delle situazioni ha un piglio ironico dal sapore tipico italiano che tende a spostare il confine narrativo dal tragico al comico. C’è più leggerezza, rispetto alla scuola americana, nel tratteggio del protagonista e dei comprimari e nell’affrontare tematiche di grosso impatto emotivo come la violenza domestica o sui minori. Tutto sembra scorrere sulla pelle di Contrera senza lasciare in apparenza segni esteriori. Si aggiungono invece cicatrici interiori che anziché farlo maturare lo rendono ancora più insensibile al dolore altrui, prigioniero di un ego smisurato.

Riuscirà a trovare un equilibrio e a ricomporre il puzzle affettivo ed esistenziale? Lo vedremo nel prossimo romanzo.

Cristina Bruno

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