La donna cardinale – Lucetta Scaraffia



Lucetta Scaraffia
La donna cardinale
Marsilio
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Gregorio è l’archiatra del Vaticano, ovvero il medico numero uno che si occupa della salute del Papa. E la salute del nuovo papa guatemalteco, Ignazio, è davvero precaria, non solo per motivi naturali. I suoi piani rinnovatori all’interno della curia appaiono destabilizzanti e suscitano dapprima malcontento e poi danno inizio a un vero e proprio piano per la sua eliminazione. Gli alti prelati cospirano durante cene luculliane e pianificano come impedire a Ignazio di smantellare lo Ior e soprattutto di nominare Segretario di Stato, e cardinale, una donna. Gregorio si trova, suo malgrado, coinvolto nella cospirazione che lo porterà tra le braccia di una misteriosa e affascinante donna e gli farà mettere a rischio la sua stessa vita per salvare quella del Papa.
Il romanzo scorre veloce e tra le sue pagine troviamo molti e importanti spunti di riflessione. I suoi protagonisti vivono e si muovono nella sonnolenta, mondana e pettegola Roma curiale dove gli intrighi e i giochi di potere sono all’ordine del giorno. Fazioni contrapposte di cardinali si affrontano dietro le quinte per consolidare le proprie posizioni e creare le opportunità di elezione di un Pontefice che stia dalla loro parte tutelandone gli interessi. In mezzo a tutto questo troviamo denaro a fiumi, sesso e perversioni come in una qualsiasi corte secolare, cosa che potrebbe sembrare banale se gli attori principali non fossero alti prelati. La lotta per il potere è portata avanti senza esclusione di colpi, tutto è lecito pur di raggiungere l’obiettivo desiderato che di spirituale ha poco o nulla.
E fin qui non ci sarebbe nulla di nuovo… romanzi e saggi che ragguagliano, in modo più o meno fantasioso, sulle non sempre limpidissime intenzioni all’interno del Vaticano ce ne sono molti. L’autrice però pone l’accento su un altro tema, altrettanto spinoso: la condizione della donna nella chiesa. E qui si apre un doloroso fronte che riguarda suore e laiche che hanno deciso di donare la loro vita ponendola al servizio della comunità. Molto spesso infatti il loro ruolo nel servizio è relegato a quello di “serve”, vere e proprie colf di cardinali e principi ecclesiastici. Pulire, cucinare, nel migliore dei casi fare da segretaria agli uomini di potere, questo è il loro destino. Non contano le loro capacità, i loro titoli, la loro preparazione culturale, non possono aspirare a nulla di più per nascita. La tradizione impone alla donna un ruolo di secondo piano, sempre subalterno all’uomo: lui comanda, lei serve e non c’è modo di cambiare. La riflessione sconsolata delle religiose all’interno del romanzo si ribalta nel guizzo di orgoglio che le rende protagoniste della piccola grande rivoluzione che porta allo scoperto le misere congiure di palazzo e riesce a dare spazio alle grandi riforme di Papa Ignazio.
Un libro interessante, un esempio di come la narrativa possa illuminare tematiche e angoli poco conosciuti della nostra società e contribuire alla riflessione e al cambiamento.

 

Cristina Bruno

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